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Milano prostituzione zone


La mozione chiede anche che ci sia "un regime di regole condivise" per "un utilizzo adeguato degli spazi, soprattutto per quanto attiene a questioni igienico sanitarie (abbandono di condom, fazzolettini, indumenti intimi, bisogni fisiologici-corporali.
Negli anni, infatti, ha calze da troia sottolineato Bucossi, "nessuno ha avuto il coraggio di mettersi contro venticinque persone" e così il gruppo ha consolidato sempre di più il proprio dominio, arrivando a controllare trentacinque ragazze.
"Il consiglio di Zona 2 offre alla giunta un metodo di governo del fenomeno del lavoro sessuale su strada che prenda in considerazione le richieste di tutti i soggetti interessati dai cittadini, che desiderano il rispetto del decoro e della quiete pubblica, alle lavoratrici.
L'acquisto di un angolo di strada poteva portare al clan anche diecimila euro, soldi che venivano poi reinvestiti per far arrivare le ragazze dall'Est - spesso con la promessa di un lavoro - o per comprare eroina e cocaina da vendere al dettaglio, tanto che.Anche in Consiglio comunale i radicali hanno presentato un analogo ordine del giorno, che però non è ancora stato discusso.Gli uomini finiti in manette - tutti originari di Fier, città albanese a cento chilometri da Tirana - erano riusciti a diventare i "padroni" delle prostitute di mezza Milano, imponendo alle stesse donne e ai loro eventuali protettori il pagamento di una vera e propria.E per chi non voleva pagare c'era una pistola Browning calibro 7,65 già pronta.La mozione è passata tra le proteste del centrodestra e col tiepido assenso di Sel.Si chiede anche che in queste aree della città siano creati "punti di sicurezza" ai quali i "sex workers" possano rivolgersi, una sorta di centri per "accogliere e sostenere persone vittime di sfruttamento".Le strade sotto il controllo del clan.La stessa banda, hanno accertato gli investigatori, oltre a pretendere il "pizzo" sulle ragazze, metteva in vendita ai loro sfruttatori anche i pochi metri di marciapiede per farle prostituire.Valeria Castellano ha intervistato una donna che esercita la prostituzione in pieno centro a, milano, e reclama i propri diritti.Per stendere il testo della mozione, i radicali dell'associazione Certi Diritti hanno consultato le associazioni di categoria e nomi noti del settore come Pia Covre, storica leader e portavoce del mondo che ha che fare con la prostituzione.Argomenti: prostituzione prostituzione Milano, protagonisti: Yuri Guaiana, pia Covre, marco Cappato).La zona 2 chiede comunque alla giunta del sindaco Giuliano Pisapia di governare il fenomeno del 'lavoro sessuale' prostitute vere in città con il cosiddetto 'zoning ovvero la creazione di zone dedicate alla prostituzione, come esistono in molte grandi città europee.Il giro di affari per ognuno degli albanesi si aggirava attorno ai diecimila euro al mese a ragazza, tanto che durante gli arresti e le perquisizioni i poliziotti sono riusciti a mettere le mani anche su 37mila euro in contati.
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Il consiglio di Zona 2 - zona piazza Loreto, via Padova - ha approvato una mozione presentata dal gruppo radicale che chiede a Palazzo Marino di studiare una nuova mappatura della città con quartieri dove sia possibile esercitare il mestiere più antico del mondo alla.I capi zona - i tre albanesi lo "zio "Kaci" e "Ori" - pretendevano dagli sfruttatori un "pizzo" fisso tra i cinquanta e i cento euro al giorno per far prostituire le "loro" donne, che in alcuni casi riuscivano a guadagnare fino a cinquecento euro.Dopo Amsterdam e Mestre, anche Milano chiede di istituire i 'quartieri a luci rosse'.Diecimila euro per un angolo di strada.Il clan - unito anche da legami di sangue - faceva rispettare il proprio monopolio con ritorsioni violente e minacce.Scopo di tutto, contenere il degrado nei quartieri, le proteste dei cittadini, le azioni repressive contro chi esercita il 'mestiere'.Diecimila euro al mese da ogni ragazza.Watch Queue, queue _count total loading.Spero anche che il Consiglio comunale segua l'esempio di Zona 2 e approvi la mozione presentata dal consigliere Marco Cappato che rispecchia quella approvata da noi".Il loro era un monopolio vero.E, con gli stessi metodi, erano stati cremona bakeka incontri in grado di stabilire il prezzo di una donna e dello "spazio".
Con la forza dei numeri e delle minacce erano riusciti a stabilire il loro dominio su quasi tutta la cerchia della città.




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